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Hanno ammazzato Pablo. Pablo Medina, da 16 anni inviato speciale di Abc Color, il quotidiano indipendente più importante del Paraguay.  
Caro Paolo, sei stato il terzo giornalista di questo 2014 "freddato" in modo efferato in Paraguay.  
È stato un duro colpo perderti, un cazzotto nello stomaco che mi ha tolto il respiro man mano che ricordavo chi sei e cosa facevi. Ti hanno crivellato di colpi e sfigurato!!!    
Non ho contato quante volte ho scorso le tue foto pubblicate sul sito Antimafia2000 in Italia, e sui siti sudamericani di tutto il mondo per fissare nella mia testa il tuo sguardo vivo di uomo latino, sorridente... in alcuni frame sei provato, ma non vinto.  
Anche se non ti ho mai incontrato di persona ci tengo a dirti che abbiamo  amici in comune come Giorgio Bongiovanni, Omar Cristaldo, Jorge Figueredo e tanti altri. Ti ammiro perché hai vinto la paura di esporti dopo l'omicidio di tuo fratello Salvador nel 2001 cercando la verità sui mandanti del suo omicidio e in tanti - compreso il Ministro dell'interno Francisco de Vargas - sapevano e hanno dichiarato che negli ultimi tempi eri stato soggetto a ripetute intimidazioni. Ma come si fa a uccidere così vigliaccamente!? 
Sei stato collaboratore assiduo del giornale Antimafia Duemila e ci hai onorato della tua partecipazione al Convegno organizzato a Rosario nel 2009. Il tempo scorre via sempre più veloce e mi chiedo quante volte per portare avanti la tua battaglia in questi ultimi anni avrai tratto forza dalla figura e dalla presenza di Giorgio Bongiovanni, insieme al quale hai voluto incontrare e interrogare in carcere l'assassino di tuo fratello Salvador.  
Hai voluto guardare negli occhi il carnefice di Salvador Medina, non ti sei rassegnato e volevi sapere la verità, hai continuato a scavare per sapere chi aveva dato quel terribile ordine, diventato esecutivo il 5 gennaio del 2001... mi sono chiesta quante volte avrai dovuto superare l'incubo della morte che magari ti perseguitava... chissà con quale iconografia. 
Pablo sei uno di noi: pacifista, giornalista, volontario, uomo vivo dentro, consapevole che con le "armi" della comunicazione sociale e dell'informazione è possibile conservare la speranza delle nuove generazioni antimafia. Sei stato amico e servo degli oppressi, hai dato la tua vita per sostenere la causa dei più deboli... e sei stato trucidato.  
Potevamo evitarlo? Cosa abbiamo fatto per salvarti?!? E Antonia di soli 19 anni? Una giovane carinissima appena affacciata alla vita, dal sorriso solare. Questo martirio ci strappa il velo di Maya, ci denuda l'anima, punta i riflettori della vita su di te che in silenzio giorno per giorno, ora per ora non hai mollato... sei andato fino in fondo... con lo stesso cliché di altri coraggiosi di questa Madre Terra avvelenata.  
Dei mostri vigliacchi ti hanno portato via... umiliandoci tutti. Chi ha dato l'ordine ha il preciso scopo di spaventare soprattutto i giovani ai quali il Terzo Millennio propina falsità e consumismo, senza alcuna via d'uscita... senza futuro.    
Pablo caro, il tuo è stato un crimine commesso innanzitutto contro chi intende resistere e spendersi per i valori universali... un lutto in casa. Sono donna e penso tanto a colei che ti amava, sono madre e anche un po' padre e penso ai tuoi genitori che hanno generato guerrieri fedeli e coraggiosi come te ed i tuoi fratelli. Il loro dolore mi trafigge l'anima... il pianto è inevitabile.   
Non vogliamo, non possiamo rassegnarci, sebbene essere solidali o cercare di informare sulle atrocità della droga e della mafia sia sempre più rischioso.   
Abbiamo l'obbligo morale di informare l'Italia e il mondo intero di questo ennesimo disumano massacro... di porta in porta, di radio in radio e così via per consacrare l'onore che meriti e dare forza a quelli come te che nelle nostre Sicilia, Campania, Calabria e Puglia  e nel mondo intero calcano gli stessi tuoi passi.  
Sono tanti i cittadini, molti dei quali giovani, che subiscono minacce e atti intimidatori, spesso nel silenzio generale. 
Prego che il tuo sacrificio sia definitivo per farci capire che nascere uomini e donne su questa terra è un incarico sacro. Abbiamo una responsabilità sacra, dovuta e ben al di sopra del dono della vita delle piante, dei pesci, dei boschi, degli uccelli e di tutte le creature che vivono sulla terra... che in Paraguay è possibile ancora ammirare in alcune zone.   
Noi siamo in grado di prenderci cura di loro, ma non riusciremo mai a riprenderci tutte le meraviglie che ci hanno strappato se non realizziamo che siamo in guerra e non dissotterriamo il Tomahawk, l'ascia di battaglia, come hai fatto tu!!!... non riusciremo mai se non ritroviamo dentro di noi il senso di appartenenza ad una UNICA - STESSA - GRANDE FAMIGLIA!  
Forse sono malata di illusione, ma dalla dimensione in cui ti trovi sento che ci sorridi... che ci dici che sei vivo... che hanno sparato sì, ma che hanno ucciso solo un altro uomo in più, non le sue idee di giustizia e libertà.  
"Non è come nasci, ma come muori, che rivela a quale popolo appartieni".   
Parole di ALCE NERO, nel 1890... niente di più vero.  
Gloria e onore a te, fratello Pablo, in eterno.  

Mara Testasecca
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